19 aprile 2012

Recensione "La stella nel pugno" di Robert Sharenow

                                                 Titolo: La stella nel pugno
Autore: Robert Sharenow
Pagine: 400
Prezzo: 15,5 €
Editore: Piemme Freeway
Data di pubblicazione: gennaio 2012

Trama
Una grande storia di umiliazione, riscatto a amore ambientata a Berlino negli anni ‘30


Karl Stern, quattordicenne di Berlino, non ha mai pensato a se stesso come a un ebreo. Ma ai nazisti non importa che non abbia mai messo piede in una sinagoga o la sua famiglia non sia praticante. Demoralizzato dalle continue aggressioni subite a causa di un’eredità che non riconosce come sua, il ragazzo cerca di dimostrare ai coetanei quanto vale. E quando ha l’occasione di essere allenato da Max Schmeling, campione mondiale di boxe ed eroe nazionale della Germania nazista, pensa sia l’occasione giusta per il suo riscatto agli occhi dei suoi compagni ariani. Presto però la violenza del regime esplode e il ragazzo si troverà diviso tra il suo sogno di successo nella boxe e il dovere di proteggere la sua famiglia…
Recensione:

“La stella nel pugno” è stata, tra le recenti letture, una delle poche che mi ha trasmesso una tale emozione da farmi piangere. Certo, ora voi direte: “E che c’è di strano, visto che tu hai la lacrima facile?”, e io invece vi rispondo che questa storia, per la forza e il coraggio che trasmette nell’affrontare il dolore e la crudeltà umana, non potrà non fra breccia anche nel cuore più duro!
La storia è ambientata nella Berlino degli anni ’30 dello scorso secolo(precisamente tra il 1934 e il 1938), in piena affermazione del potere nazista che sarebbe poi culminato con la discriminazione, persecuzione e genocidio degli ebrei! Il protagonista è un giovane ragazzo, Karl Stern, il quale, a causa delle suo origini ebree, è costretto a subire le vessazioni dei suoi compagni di scuola Gertz, Julius e Franz, che sin da subito si intuiva dove avrebbero mostrato il loro alto valore patriottico, ovvero nella Hitler-Jugend, la Gioventù Hitleriana! Se la vita di Karl è però dura, quella della sorellina è ancora più tragica. Hildegard, dolcemente chiamata Hildi, ha infatti, come il padre Sigmund, dei tratti che i promotori della teoria della Razza Ariana identificavano come quelli della razza sporca, la razza ebraica: carnagione scura, capelli scuri; al contrario invece di Karl, il quale ha invece ripreso i tratti tipici della razza ariana, come la madre Rebecca: pelle chiara, occhi chiari e capelli biondi.
Però la vita della famiglia viene comunque distrutta dalla persecuzione nazista: prima lo sfratto, poi l’arresto e la prigionia in un campo di concentramento dell’amato Zio Jakob, poi le razzie..e poco contava il fatto che non fossero ebrei praticanti! La tragedia si è abbattuta comunque su di loro.
In questa tragedia che si stava compiendo non solo in Germania, ma anche in parte dell’Europa, l’autore ha ambientato una delle più belle storie che io abbia mai letto. Karl infatti, durante una cerimonia nella galleria d’arte del padre, conosce il famoso campione di Boxe Max Schmeling (pugile realmente esistito!!), il quale, in seguito a una specie di disguido, prende a cuore il giovane Karl e decide di farne un campione di Boxe. Inizia quindi un lungo percorso di preparazione fisica ed emotiva da parte di Karl, che lo porterà a combattere nei principali circoli di boxe e a conoscere delle persone come Neblig e Worjyk (il quale lo chiama simpaticamente “mucchio d’ossa” per via della sua forma fisica prima di diventare pugile) e che non si vergogneranno di parlargli, nonostante sia ebreo!
Ma Karl dovrà lottare e dividersi tra la voglia di diventare un campione e il bisogno di difendere e salvare la sua famiglia da una repressione che si faceva via via più aspra!
Come avrete capito io adoro Karl! Amo il suo coraggio, la sua perseveranza, il suo dover crescere troppo in fretta! Tra le altre cose Karl ama anche disegnare e il libro è ricco dei suoi disegni (un ulteriore punto positivo del libro): dai fumetti da lui inventati (come “Le avventure di Winzig e Spatz” in cui i due protagonisti, un topo e un uccellino, rappresentano Hildi e Karl) a un diario dove disegnava le mosse insegnategli da Max! Inoltre ho sofferto con lui per la sua storia con Greta, la sua vicina di casa, tedesca  perciò così diversa da lui.
Tra i tanti personaggi sinora citati non ho però volutamente citato uno, per farlo ora. Nel romanzo questo personaggio ambiguo ed eccentrico è conosciuto con il nome Contessa, e tra tutti i personaggi è sicuramente uno tra i miei preferiti, proprio per questo suo essere unico. Si affezionerà molto ai ragazzi e la sua figura sarà importante nell’evoluzione della storia. Sono misteriosa proprio perché penso che questo personaggio lo dobbiate conoscere da voi, dobbiate stupirvi come mi sono stupita io e dobbiate amarlo come me=)
Il finale rimane aperto, almeno in parte. Però penso di poter dire con certezza che questo libro non avrà seguito e forse è meglio così. La guerra non ha portato molti lieti fini quindi talvolta è meglio restare col dubbio=(
Passiamo ora all’analisi del linguaggio, sul quale non mi dilungherò. Il linguaggio è infatti molto chiaro, semplice. E questo fa sì che il romanzo ben si presti alla lettura da parte di un pubblico giovane. Il libro parla della guerra dall’ottica di un ragazzo, di un adolescente alle prese con la voglia di rivalsa, alla prese con i primi amori e le prime delusioni. Ciò nonostante il romanzo non rinuncia a dare uno staccato realista della realtà tedesca della seconda metà degli anni ’30 del ‘900: è infatti molto tragica la descrizione della famosa notte dei cristalli, avvenuta nella notte tra il 9 e 10 ottobre 1938. E credo che questo libro meriti di essere letto anche per questo, per far conoscere ai ragazzi la storia anche attraverso un libro non scolastico! Un libro che sicuramente saprà cogliere la loro attenzione senza annoiarli, anzi appassionandoli ma anche facendoli soffrire davanti alla crudeltà umana.

Prima di concludere voglio esprimere tutta la mia ammirazione per Max Schmeling, considerato nella Germania degli anni ’30 il paladino della supremazia ariana nel mondo. Infatti, seppur la storia sia inventata, quest’uomo ha davvero salvato la vita a 2 giovani ebrei durante la notte dei cristalli.

Assegno a questo libro 4 ½ stelline!

A presto
Isy                                            

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