27 luglio 2012

RECENSIONE: Oceano Mare di Alessandro Baricco

Buon pomeriggio
la settimana delle recensioni prosegue con questo sudatissimo testo he ho scritto per descrivervi le sensazioni che mi ha suscitat la lettura di Oceano Mare, primo libro che ho letto di Baricco! Voi lo avete letto altro di questo autore? ACCETTASI CONSIGLI! :)

Titolo:Oceano Mare
Autore: Alessandro Baricco
Pagine: 212
Prezzo:euro 7,50
Editore: Feltrinelli

Trama
"Oceano mare" racconta del naufragio di una fregata della marina francese, molto tempo fa, in un oceano. Gli uomini a bordo cercheranno di salvarsi su una zattera. Sul mare si incontreranno le vicende di strani personaggi. Come il professore Bartleboom che cerca di stabilire dove finisce il mare, o il pittore Plasson che dipinge solo con acqua marina, e tanti altri individui in cerca di sé, sospesi sul bordo dell'oceano, col destino segnato dal mare. E sul mare si affaccia anche la locanda Almayer, dove le tante storie confluiscono. Usando il mare come metafora esistenziale, Baricco narra dei suoi surreali personaggi, spaziando in vari registri stilistici.


Mia recensione
Ho scovato questo libro nella libreria di mia madre, non ero assolutamente consapevole di averlo, e poiché cercavo disperatamente qualcosa di diverso per staccare dalle solite letture sono stata contenta di averlo tra le mani, anche se sono rimasta un pò spiazzata. Moltissimi mi hanno consigliato di leggere qualcosa di questo autore, ma non credo faccia proprio per me, anche se mi riservo di leggere"Seta" prima o poi.

Oceano mare è uno dei libri più strani e particolari che abbia mai letto, racconta delle storie, ma non so se lo definirei propriamente un romanzo perché, lo stile di scrittura di Baricco e il significato più o meno celato dalle sue parole, non mi fanno pensare a questo volumetto di 200 pagine come ad un classico romanzo.
 Il protagonista indiscusso del libro è il mare, quell'immensa distesa di acqua con le sue contraddizioni e la sua forza incontrastabile, che finisce per affascinare i diversi personaggi descritti con conseguenze davvero inimmaginabili.
Baricco ambienta l'intreccio dei residui di vita dei personaggi, in una locanda in riva al mare gestita da una bambina senza età, un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, un luogo in cui le persone giungono per caso o per chi ci crede, seguendo il proprio destino. Tra coloro che approdano in questa locanda c'è un pittore che preferisce dipingere con l'acqua di mare, un professore che fa ricerche sui limiti della natura, una donna che ha tradito suo marito, una ragazza che deve essere curata dall'idrofobia, un prete che scrive preghiere molto personali e un uomo senza nome e senza un passato. Cosa centrano tutte queste persone, che sembrano quasi essersi perse nella propria vita per poi raggiungere questo posto così particolare?
 Il mare, l'oceano mare  è la risposta, tutti giungono nella locanda perchè devono fronteggiare la distesa d'acqua per un motivo o per l'altro. In questo libro il mare diventa salvezza, cambiamento, distruzione, ricerca, cura, amore, vendetta, insomma mostra tante facce, ognuna per personaggio.
Questo piccolo volumetto è diviso in tre parti: la prima parte vede la presentazione della locanda e dei numerosi personaggi che vi approdano, la seconda narra la storia di un naufragio in modo delirante e caotico ed infine la terza raccoglie tutti gli epiloghi delle storie presentate all'inizio.

Devo dire  che ho messo parecchio tempo per digerire e capire questo libro perchè non ci si può fermare solo sulle diverse e strambe storie, ma occorre scavare e arrivare ad una consapevolezza maggiore per scoprire, in modo più o meno chiaro, il messaggio che l'autore vuole comunicarci, e a questo punto il messaggio, la morale, è diversa per ognuno di noi così come per i tanti personaggi che riscoprono e\o smarriscono le strade della propria vita in riva al mare.
Lo stile di Baricco è astratto, aulico e a volte ampolloso e in alcuni punti occorre soffermarsi maggiormente per capire cosa effettivamente, con un numero spropositato di parole, l'autore vuole dirci. Forse perchè io sono fan della chiarezza e della semplicità, perchè credo fermamente che con parole semplici si possano comunicare messaggi profondi che risultano più incisivi, ma questo modo di scrivere mi è risultato forzato e artificioso, insomma costruito a tavolino.
Nonostante non abbia ancora ben chiaro se il libro mi sia piaciuto o meno, assegno tre stelline.
 Lya

4 commenti:

  1. Baricco è sicuramente artificioso, io lo definisco un'abile ammaliatore!
    Baricco piace o non piace, di solito non ci sono vie di mezzo.
    E' moooolto particolare e, come dici anche tu, i suoi libri forse non si possono definire veri e propri romanzi, secondo me sono una via di mezzo tra letteratura e poesia.
    Personalmente mi piacciono tantissimo!
    Se ti interessa io ho scritto la recensione di "Seta", ti lascio il link:
    http://locandalibri.blogspot.it/2012/06/recensione-di-seta.html

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  2. Ciao,
    anche io ho letto questo libro e anche a me non ha fatto impazzire, 3 stelline come per te.
    Di Baricco ho letto anche "Novecento" e "Senza Sangue" ed entrambi mi sono piaciuti di più di "Oceano Mare" ;)

    Valentina
    www.peekabook.it

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  3. Anch'io mi sono trovata in difficoltà quando ho letto questo romanzo: sinceramente non amo questo procedere "per analogie" e, come te, preferisco uno stile più semplice e immediato, senza per questo togliere nulla all'autore.

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  4. Ho letto per la prima volta questo romanzo dodici anni fa, oggi l'ho ripreso in mano per lavoro. La trama è bella, in alcuni punti intrigante, non direi avvincente. Il problema forse più evidente è la lingua: non credo sia uno stile aulico (il flusso di coscienza della seconda parte non è reso in un registro elevato, come è giuso che sia), ma anzi la definirei una lingua molto povera, che paga il voler riproporre modi del parlato colloquiale con la presenza di passaggi agrammaticali. Forse la "storyline" in cui più si approfondisce il tema e più si avverte il pathos è quella svolta nella parte centrale, la quale, però, è interamente una rielaborazione romanzesca de "Il naufragio della «Medusa»" di Corréard e Savigny. In conclusione: è un buon libro per passare il tempo (sotto l'ombrellone, aggiungerei), ma non credo sia portatore di un messaggio dall'Io autoriale all'Io lettore: non credo possa significare una vita.

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