18 gennaio 2018

RECENSIONE: L'ultima duchessa di Gabrielle Kimm

Buona lettura!
oggi vi propongo un'altra recensione scritta parecchio tempo fa, pian piano le pubblicherò tutte ^^

Titolo: L'ultima duchessa
Autore: Gabrielle Kimm
Pagine: 366
Prezzo: 10 euro
Editore: Newton Compton

Trama
Cresciuta al calore del sole e delle passioni travolgenti dell’Italia rinascimentale, a sedici anni Lucrezia de’ Medici, bella, intelligente e vitale, ha davanti a sé un futuro pieno di promesse.
Il ricco e potente Alfonso d’Este la chiede in sposa e presto il grande castello di Ferrara diventa il suo mondo e la sua reggia. Il duca è un uomo di grande fascino ma inquietante, che nasconde terribili segreti. Così basta una stagione a trasformare il sogno di Lucrezia in un incubo: le pareti di pietra del castello intrappolano la giovane duchessa in una prigione dove la sua giovinezza rischia di spegnersi. Solo l’amante di Alfonso, la seducente e scandalosa Francesca, sembra in grado di domare la furia crescente del duca e il suo disperato bisogno di avere un erede. A Lucrezia, che non rinuncia ai sogni di un tempo, ma ha il cuore spezzato, non resta che ribellarsi, confortata dall'improvviso arrivo al castello di un giovane e geniale pittore...


Dopo essere stato in attesa per più di un paio d’anni, ho deciso d’inserire “L’ultima duchessa” nella sfida del comodino del 2017. Ho acquistato il libro dal Libraccio online per completare l’ordine e arrivare ai fatidici trenta euro per avere la spedizione gratuita, quindi l’ho scelto con superficialità, lo ammetto.

La protagonista della storia è la giovane Lucrezia de Medici, nata a Firenze durante la metà del '500 e figlia di una delle famiglie più importanti e in vista del periodo. Data in moglie in giovanissima età, come di consuetudine, Lucrezia sposa Alfonso d’Este, duca di Ferrara. Il libro narra il periodo dopo il matrimonio con problemi con il marito e il ducato.

Cosa posso dire di questo libro? Per non essere troppo cattiva posso dire che è un romanzo fuffa. Non è un romanzo storico, non è un romanzo erotico, non è un libro incentrato sull'arte e non è un libro romance. Non mi è ancora chiaro cosa è.
Non c’è la componente storica, non c’è una degna componente amorosa, non c’è lo sviluppo dei personaggi o descrizioni grandiose. Di questo libro mi è piaciuto solo il finale.
Non conoscevo Lucrezia de Medici e, dopo aver iniziato la lettura mi sono informata un pochino: la ragazza muore a sedici anni, dopo solo un anno di matrimonio con Alfonso d’Este. Già questa cosa mi ha insospettita, però ho voluto proseguire la lettura per vedere dove l’autrice andava a parare e se tirava fuori dal cappello un qualcosa degno di nota. Il cappello era vuoto…
Tutto il romanzo è incentrato su Lucrezia che rende, dopo il matrimonio e sin dalla prima notte di nozze, impotente Alfonso il quale si sfoga su una prostituta con la quale la cosa va alla grande. Lucrezia si chiede il motivo di questo comportamento del marito e lui si lamenta per questa “castrazione” psicologica che l’innocenza e la purezza di Lucrezia gli suscita. Duecento e passa pagine di questo con solo un intramezzo amoroso di Lucrezia. Il nulla cosmico: non ci sono descrizioni degne di nota, i protagonisti sono piatti e non si evolvono, non viene analizzata la loro psiche. Per non parlare della componente storica pressoché inesistente: Lucrezia vive prima in campagna, quindi niente grandiosità di Firenze e della sua famiglia, e poi chiusa in poche stanze del palazzo di Ferrara. Non vede nulla del mondo, non racconta nulla delle sue abitudini e dei suoi pensieri. Tranne ovviamente il problema sessuale di suo marito. La ragazza è giovane e pura e rimane tale per tutto il romanzo, mentre Alfonso è dipinto come uno sposo/orco ma senza fortificare e motivare questa sua caratteristica. È risaputo che i matrimoni combinati dell’epoca provocavano grandi sofferenze agli sposi, ed in particolare alla sposa la quale non era libera di fare ciò che voleva, ma questa è una delle poche cose che è emersa durante la lettura.
L’unica cosa positiva è il finale che mi è piaciuto e non mi ha fatto gettare il libro fuori dalla finestra.
Credo di essermi lamentata abbastanza e ho deciso di assegnare una stellina e mezzo a questo libro vuoto e superfluo.


Lya

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