15 febbraio 2018

RECENSIONE: Il maestro delle ombre di Donato Carrisi

Buona lettura!

Titolo: Il maestro delle ombre
Autore: Donato Carrisi
Pagine: 400
Prezzo:18,80 euro
Editore: Longanesi

Trama
1511. Papa Leone X emana una bolla: Roma non dovrà mai rimanere al buio. Per secoli storici e teologi si interrogano sulle ragioni di questo divieto.
23 febbraio 2015. Un temporale si abbatte su Roma causando per la prima volta nella storia un blackout totale.
Un nuovo mostro inizia ad aggirarsi nelle strade della città…
Fu il primo dei tribunali della Curia romana ecclesiastica, ed è istituito per le questioni di coscienza.
Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando per autorità di Innocenzo IV i penitenzieri di Roma si costituirono in collegio sotto la presidenza di un cardinale.
Il suo potere giurisdizionale variò secondo i tempi, ma è certo che la Penitenziaria si sia occupata e continui a occuparsi di cose oscure, indicibili e pericolose.
Come fu in epoca controriformista per le suppliche dei condannati a morte per stregoneria. La Santa Penitenzieria Apostolica è anche conosciuta come: il tribunale delle anime.
È qui che Bene e Male giocano la loro partita con il destino degli uomini. Il tribunale infatti si occupa dell’archivio criminale più imponente che esista al mondo, quello delle confessioni dei peccati più gravi.
È per questo che esistono i penitenzieri: sono loro la presenza segreta su molte scene del crimine, sono loro alla costante ricerca di ciò che l’occhio di un semplice detective non può scorgere. Un’anomalia.


Come mi ero ripromessa all’inizio del 2017, sto cercando di lasciare un po’ di spazio ai thriller tra uno storico e un fantasy. L’anno scorso mi sono focalizzata parecchio su questi due generi e ho completamente tralasciato i gialli e i romanzi thriller, che amavo moltissimo diversi anni fa. Per riprendere a leggere qualcosa di questo genere ho pensato di dare una seconda occasione a uno dei più famosi scrittori di thriller italiani: Donato Carrisi.

Roma sta per vivere una giornata di buio: un blackout forzato spegnerà le luci della città eterna per 24 ore. La polizia sa bene che al buio ci saranno numerosi problemi di ordine pubblico quindi tutto è in fermento e tutto deve essere monitorato e controllato attentamente.
Marcus, un prete ultimo appartenente a un ordine segretissimo che caccia il male in tutte le sue forme, si sveglia al buio, legato e privo di forze senza ricordi di come è arrivato lì. Questo è l’inizio di una caccia all’uomo che porterà Marcus e Sandra Vega nelle strade oscure e pericolose di Roma.

Questo è un libro che appartiene a una serie incentrata su Marcus, questo misterioso prete combattente e su Sandra Vega, una poliziotta. Inutile dirvi che non ho letto i precedenti volumi perché non mi sono informata prima ma, iniziata la lettura, speravo di riuscire comunque a seguire la storia e a godermi questo libro dalle premesse così intriganti. Ci sono riuscita solo in parte perché tutta la vicenda pregressa tra i due protagonisti viene data per scontato e ho potuto capire solo qualche cosetta tra un momento di tensione e l’altro. Ciò che mi ha convinta a leggere proprio questo libro, tra i tanti in circolazione, è la premessa: il buio forzato a Roma dopo secoli di luce. Papa Leone X, prima della sua morte, ha emanato una bolla che imponeva ai romani di tenere accesa l’illuminazione stradale sempre e comunque. Questo elemento così particolare mi ha decisamente intrigata e, nonostante le mie lacune per quanto riguarda la storia individuale dei protagonisti, mi sono goduta la lettura.
Roma è al buio, a causa di guasti alla linea elettrica, e la polizia ha indetto norme apposite per cercare di tenere sotto controllo la situazione che è prevedibilmente esplosiva. Con il favore delle tenebre molti criminali possono strisciare nell’ombra per commettere i loro delitti. Oltre a questo elemento, che ha del potenziale, anche l’intro che vede Marcus nudo, ferito e legato in una cloaca e senza memoria di come ci è arrivato, ha reso il libro molto attraente. Lo svolgimento non mi ha fatta impazzire e non ho avvertito sempre la tensione delle situazioni ma, tutto sommato, il romanzo mi è piaciuto così come i diversi personaggi che ruotano intorno alla vicenda. Il misterioso “cattivo” che manovra tutto è silenzioso ma molto presente e agisce sugli altri da lontano. Forse ho trovato un po’ eccessivo il comportamento di un altro poliziotto che si comporta in modo davvero violento e fuori da ogni schema e legge.
Lo stile dell’autore è fluido ma incisivo e le descrizioni sono davvero ben scritte così come l’organizzazione interna della struttura che si dipana lentamente davanti agli occhi del lettore.
Ho deciso di assegnare tre stelline al libro.

Lya

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