08 marzo 2018

RECENSIONE: Giorni senza fame di Delphine de Vigan

Buon pomeriggio e buona lettura!

Titolo: Giorni senza fame
Autore: Delphine de Vigan
Pagine: 133
Prezzo: 10 euro
Editore: Mondadori

Trama

Opera d'esordio di Delphine de Vigan, pubblicato in Francia nel 2001 con lo pseudonimo di Lou Delvig, "Giorni senza fame" è un lungo racconto autobiografico che narra l'esperienza di Laure, una giovane donna anoressica. È il controcanto ideale del doloroso "Niente si oppone alla notte": là una madre, qui una figlia, entrambe gravate di pesanti eredità familiari, entrambe in lotta contro un male oscuro, nato all'interno del loro corpo e della loro mente. Con lo stile sobrio e preciso che le è proprio, asciutto quanto emozionante e vivo, Delphine de Vigan rievoca i tre difficili mesi di ospedale durante la fase più acuta dell'anoressia, fino alla guarigione, facendo rivivere con lucidità e a tratti con feroce ironia i personaggi incontrati nei corridoi e nelle corsie, i malati, i medici, gli amici in visita...

Mentre ero alla ricerca di un libro breve ma interessante da leggere, mi è capitato lo sguardo su” Giorni senza fame”, un romanzo autobiografico che tratta un argomento molto delicato ma sempre attuale.

Delphine de Vigan, usando uno pseudonimo, racconta la sua esperienza di anoressica costretta a vivere in ospedale per diversi mesi per poter riprendere peso e per essere aiutata psicologicamente da medici specializzati.

Questo racconto di 140 pagine è davvero qualcosa di molto intimo e diretto: la protagonista dialoga con il lettore e tenta, in modo davvero efficace, di mostrarsi e mostrare cosa è questa malattia che ti consuma fisicamente e mentalmente. La storia ha inizio con una Laure (il suo pseudonimo, diciannovenne che è allo stremo: magra e determinata a cancellarsi da questa terra. Grazie all’incontro con un dottore comprende che il suo ostinarsi a non mangiare la sta portando alla morte e la convince a ricoverarsi. La maggior parte del racconto è proprio ambientato all’interno dell’ospedale dove il suo regime alimentare viene completamente stravolto con l’assunzione di migliaia di calorie al giorno attraverso cibo solido e attraverso un sondino nasale. Questa “cura” è psicologicamente osteggiata dalla ragazza che, se da una parte tenta di convincersi a mangiare per vivere, dall’altra continua a guardare al cibo come un suo nemico, lei desidera quasi scomparire, annullarsi attraverso il digiuno. La componente psicologica è davvero molto presente e molto forte tanto che la protagonista parla con il lettore, racconta sé stessa senza veli o bugie, senza artifici o abbellimenti perché lo fa anni dopo, scrivendo la sua storia come donna adulta. Personalmente non avevo mai letto niente d’inerente a questa malattia perché avevo timore che fosse banalizzata e raccontata superficialmente. In questo caso non è così perché essendo una biografia ed essendo scritta quasi sotto forma di diario, tutto è visto con un preciso punto di vista interno e intimo. Insomma, nessuna banalizzazione, anzi, mi è parsa una storia molto vera e vissuta: c’è Laure che combatte contro il suo corpo, che affronta sé stessa in una continua lotta tra vita e morte, tra cibo e digiuno. Il “finale” è aperto perché ci lascia con una ragazza ancora fragile che cerca di fronteggiare, ormai da sola, il mostro dell’anoressia che continua ad attaccarla e che potrebbe sconfiggerla in ogni momento.
Assegno a questo libro che ha uno stile semplice ma diretto e profondo quattro stelline.



Lya

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