26 ottobre 2017

RECENSIONE: La rosa del Califfo di Renée Ahdieh

Buona pomeriggio e buona lettura!
Titolo: La rosa del Califfo
Autore: Renée Ahdieh
Prezzo: 10,00 €
Pagine: 384
Editore: Newton Compton
Serie: The Wrath and the Dawn #2

Trama
Al calar del sole sul regno di Khalid, spietato califfo diciottenne del Khorasan, la morte fa visita a una famiglia della zona.Ogni notte, infatti, il giovane tiranno si unisce in matrimonio con una ragazza del luogo e poi la fa uccidere dopo aver consumato le nozze, prima che arrivi il nuovo giorno. Ecco perché tutti restano sorpresi quando la sedicenne Shahrzad si offre volontaria per andare in sposa a Khalid. In realtà, ha un astuto piano per spezzare quest’angosciosa catena di terrore, restando in vita e vendicando la morte della sua migliore amica e di tante altre fanciulle sacrificate ai capricci del califfo. La sua intelligenza e forza di volontà la porteranno a superare la notte, ma pian piano anche lei cadrà in trappola: finirà per innamorarsi proprio di Khalid, che in realtà è molto diverso da come appare ai suoi sudditi. E Shahrzad scoprirà anche che la tragica sorte delle ragazze non è stata voluta dal principe. Per lei ora è fondamentale svelare la vera ragione del loro assurdo sacrificio per interrompere una volta per tutte questo ciclo che sembra inarrestabile.




Dopo un annetto dalla pubblicazione del primo libro, la Newton ha deciso di terminare la duologia The Wrath and the Dawn con “La rosa del califfo”.

Dopo la distruzione della città e del palazzo, Shahrzad, lontana dal califfo e in mezzo a persone ostili, deve trovare in fretta una soluzione all’imminente rivolta che porterà suo marito alla morte. Una lotta contro il tempo per salvare il suo vero amore…

Questa è una delle duologie che più mi aveva colpita l’anno scorso perché avevo trovato il primo volume davvero molto carino e godibile con un tocco di retelling delle “Mille e una notte” che non mi era dispiaciuto affatto. Per questo motivo, oltre al fatto che il finale un po’ convulso non mi era chiarissimo, ho deciso di concludere la serie con la lettura de “La rosa del califfo”. Non mi dilungherò particolarmente perché questo secondo libro non mi è piaciuto moltissimo perché ci sono molti nodi della storia che non si allacciano bene. Prima di tutto lei, Shahrzad, che era già un po’ viziatella nel primo libro, qui non mi è piaciuta perché l’ho trovata davvero infantile ed egoista, anche se si sforza di non esserlo buttandoci qua e là dei pensieri sul padre e la sorella e marito. La ragazza è in fuga, ha abbandonato il palazzo e il suo sposo alla distruzione e all’oscurità e non sa bene cosa fare per risolvere la situazione. Lei è la moglie del califfo ma effettivamente non ha potere o influenza quindi l’autrice ha deciso bene d’inserire una parentesi magica, che devo dire che ci calza, per poter sbrogliare la matassa e chiudere la storia. Shahrazad è quindi preda di rimorsi e indecisioni ed è abbastanza isolata ma fondamentalmente è un pesce fuor d’acqua che si limita a fuggire nottetempo e a nascondersi durante il giorno nel tentativo di liberare il marito dalla misteriosa maledizione. Questo sviluppo non mi ha particolarmente entusiasmata così come l’intreccio amoroso abbastanza casuale della sorellina. Non so, secondo me c’è qualcosa che manca… tipo un po’ di vero carattere della protagonista che può sembrare decisa ma risulta solo avere una grande fortuna. Tra un avvenimento pseudo-politico e l’altro ci sono delle scene di violenza e d’azione che scaldano un po’ l’atmosfera.
Khalid, invece, ai miei occhi ha perso tutto il suo fascino del bel tenebroso pericoloso e distante ed è diventato un bel cagnolino da compagnia che non vive senza la sua sposa. Cioè, con un regno in rovina, con la minaccia di due rivolte lui, per puro buonismo, va a scavare tra le macerie per “aiutare” il suo popolo. In un primo momento ho pensato che fosse un gesto nobile, poi ripensandoci ho capito che è solo un modo per mostrare al lettore il “vero” carattere del personaggio. Sto ragazzo ha sicuramente dei problemi ma mi è sembrato anche un pochino bipolare come se l’autrice non avesse trovato il giusto equilibrio tra la cupezza e la naturale gentilezza di Khalid. Insomma, l’ho trovato un personaggio un po’ confuso e che fa abbastanza poco nel libro nonostante sia il califfo. Ci sono altri “colpi di scena” che mi hanno lasciata un po’ di sasso ma che comunque non sono stati in grado di colpirmi positivamente così come il finto triangolo che c’è nella storia. Il libro è un “boh” per me: l’ho letto con piacere e abbastanza velocemente ma non mi ha convinta. Manca un vero spessore dei personaggi, mancano delle belle descrizioni, mancano degli snodi della trama che potrebbero chiarificare ciò che accade e soprattutto manca un bel finale soddisfacente (qui è il mio masochismo a parlare XD). Assegno 3 stelline un po’ risicate al libro che comunque è una lettura gradevole e fantasiosa.

Lya

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